Le premesse

Le politiche di bilancio di un Ateneo pubblico non consistono semplicemente nel garantire un buon equilibrio tra entrate e uscite. Il bilancio è lo strumento attraverso il quale gli obiettivi di governo dell’Ateneo si declinano concretamente e si articolano in una strategia di sviluppo.

In questa prospettiva, la situazione da cui partiamo è caratterizzata da luci ed ombre. Lo straordinario impegno dei docenti e del personale ha consentito di aumentare progressivamente la quota di FFO derivante dai criteri premiali (nel 2017 circa 31,6 milioni, a fronte dei circa 83 di quota base), e di attrarre al bilancio di Ateneo 21,4 milioni di euro da finanziamenti competitivi e dalle attività di conto terzi. Le economie di gestione realizzate dai docenti e dal personale tecnico e amministrativo hanno anche consentito all’Ateneo di finanziare una rilevante riduzione delle tasse universitarie (circa i ¾ degli studenti che dichiarano un ISEE pagano meno di 1000 euro all’anno).

E’ tuttavia mancata una visione strategica, trasparente e condivisa degli obiettivi perseguiti attraverso le scelte di bilancio. La ripartizione delle risorse e le decisioni sulle priorità infrastrutturali e sugli investimenti immobiliari sono avvenute senza un’adeguata condivisione delle informazioni e dei processi. La maggior parte dei colleghi non ha la possibilità di rendersi conto di quante siano le risorse realmente disponibili e di come vengano utilizzate.

Le proposte

Il bilancio deve diventare uno strumento sostenibile di sviluppo e di equità. Questo implica la definizione di  precise priorità sia negli investimenti in infrastrutture e in immobili sia nelle spese correnti fatta tenendo conto delle esigenze di tutti i dipartimenti e di tutte le aree dell’Ateneo. Dall’altro lato, tutto l’Ateneo deve essere coinvolto nella ricerca di fondi esterni, la cui importanza tenderà a crescere nel prossimo futuro. Nello specifico:

  • vanno rivisti i criteri di premialità utilizzati per le tasse universitarie, in modo che essi siano davvero in grado di individuare gli studenti meritevoli, modulando quindi le tasse in base a criteri combinati di reddito e di merito;
  • bisogna puntare maggiormente sui progetti di conto terzi a maggiore redditività ma anche coinvolgere tutte le aree dell’Ateneo nella ricerca di finanziamenti esterni con un adeguato supporto del settore Ricerca;
  • il controllo di gestione deve essere attuato in un’ottica di collaborazione tra amministrazione centrale e dipartimenti, per fornire ai direttori uno strumento di conoscenza e di monitoraggio in tempo reale della situazione economico-finanziaria del proprio dipartimento;
  • occorre concentrare tutte le risorse per gli investimenti immobiliari sui progetti di reale interesse per l’Ateneo nella sua area di collocazione e prevedere che i progetti di espansione su aree diverse (ad esempio Città studi) avvengano solo in presenza di fondi esterni in grado di assorbirne completamente il costo finanziario.