Le ragioni della mia candidatura

Queste righe sono rivolte a studentesse e studenti, colleghe e colleghi del personale docente, ricercatore, tecnico, amministrativo e bibliotecario, dottorandi, assegnisti e collaboratori, cioè a tutti coloro che contribuiscono quotidianamente con il loro lavoro ed il loro impegno alla vita ed allo sviluppo della comunità di Milano-Bicocca.

La decisione di presentare la mia candidatura a Rettore di questo Ateneo è fondata su una approfondita riflessione personale e sul dialogo con numerosi colleghi al fine di definire il mio possibile contributo per garantire la crescita verso nuovi obiettivi di questa comunità scientifica ed umana.

Nel mio programma troverete traccia della mia esperienza di studiosa, che si è svolta in molti atenei internazionali, ma anche del lavoro intenso di ascolto e dialogo con tutte le componenti ed aree di questo Ateneo. Sono molto orgogliosa di poter affermare che questo programma è il frutto del lavoro collettivo di tutti coloro con cui ho dialogato, raccogliendo le critiche, le proposte e soprattutto le aspirazioni di ognuno.

Credo che una comunità scientifica, che ha come principale obiettivo la crescita e la diffusione della conoscenza, debba fondarsi sulla partecipazione e condivisione delle decisioni di tutte le sue componenti, secondo il principio che la cultura è cuore e anima della democrazia.

Per affrontare questa sfida metterò passione, energia,  impegno,  determinazione, esperienza internazionale, e pragmatismo. Ma per riuscire sono necessari l’apporto e la passione di tutti, in un vero lavoro di squadra.

Credo che un’università pubblica e indipendente debba, oggi più che mai, fare della cultura un motore di sviluppo sociale e civile per dare vita a una vera e propria officina delle idee in cui sia possibile operare con mente aperta per produrre e diffondere conoscenza.

L’Ateneo è una comunità in cui si amalgamano la competenza, l’impegno e la progettualità delle donne e degli uomini che vi lavorano. Per valorizzare nel migliore dei modi questo patrimonio il rettore deve essere disponibile a confrontarsi con l’intera comunità universitaria, pronto a stimolarla in modo propositivo e attento ad ascoltarne le mille voci. Inoltre, deve assumere di fronte a essa l’impegno a lavorare in modo responsabile per il raggiungimento degli obiettivi contenuti nel proprio programma.

Sono assolutamente convinta che per dare risposte convincenti e durature ai problemi che affliggono la nostra Università non servano né dirigisti tecnocrati né demagoghi. Invece abbiamo bisogno di semplificare e di razionalizzare i processi che incidono sulla qualità della vita di chi lavora in Bicocca. Solo così sarà possibile recuperare motivazione e senso di appartenenza, messi in crisi dall'oppressione burocratico-legislativa e da un carico di adempimenti formali diventato negli anni davvero eccessivo. Solo promuovendo e stimolando un ampio confronto è possibile porre le basi affinché ogni progresso raggiunto possa effettivamente radicarsi.

Tutto questo è possibile proprio perché in questi 20 anni la nostra comunità ha raggiunto eccezionali risultati sia sul fronte della ricerca che su quello della didattica. Questi risultati sono il frutto del lavoro e della passione di ognuno di noi.

Noi tutti meritiamo di consolidare questi risultati e di crescere ulteriormente. Non ci si deve fermare qui. L’obiettivo infatti è quello di costruire un progetto di sviluppo per il nostro Ateneo che ci veda nei prossimi anni protagonisti sulla scena nazionale ed internazionale.

[...] In un momento di crisi profonda dell’economia e della politica le organizzazioni senza scopo di lucro, quali le Università, sono gli unici attori sociali in grado di imprimere una svolta verso nuovi equilibri sostenibili.

Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia 2001

Il governo dell’Ateneo dovrebbe prima di tutto innovare attraverso la definizione di obiettivi chiari e condivisi e con il coinvolgimento di tutte le componenti dell’ateneo nei processi di attuazione, condividendo la responsabilità dei risultati con chiarezza e trasparenza.

Parlando di futuro sento la necessità di sottolineare come la Bicocca abbia le potenzialità per essere uno dei motori di innovazione scientifica, sociale e tecnologica del nostro paese. Credo che dobbiamo essere pronti ad anticipare e stimolare la domanda che viene dall'esterno, collaborando in sinergia con altri atenei, enti di ricerca, industrie, associazioni culturali a livello regionale, nazionale ed internazionale.

A questo proposito è necessario lavorare all'interno di una rete internazionale, europea e territoriale, senza però rinunciare alla libertà, responsabilità e indipendenza di azione nella formazione, nella ricerca e nel trasferimento della conoscenza. Il nostro Ateneo possiede tutte le competenze per svolgere questo ruolo, ma è necessario impiegarle meglio di quanto fatto finora.

Questo processo di sviluppo deve basarsi su un ampio e responsabile “lavoro di squadra” allo scopo di raggiungere decisioni condivise ed efficaci in tempi utili per il bene della collettività.

È un impegno che sento di assumermi, consapevole delle difficoltà e delle responsabilità che esso comporta: ogni nuova regola, nuovo criterio di valutazione, nuova policy dovranno essere concepiti, messi a punto e comunicati in anticipo per permettere un adattamento proattivo delle persone e delle strutture.