Premesse

Obiettivo della didattica universitaria è la formazione di laureati competenti e consapevoli con una forte preparazione e un’elevata professionalità in grado di fornire un contributo positivo in tutti i campi occupazionali. Questo obiettivo può essere raggiunto solo mettendo a disposizione degli studenti un’offerta formativa ampia, dove i diversi saperi possano dispiegare tutte le proprie potenzialità e ricchezze disciplinari. Per fare ciò è necessario saper interpretare le linee di sviluppo della società in continua evoluzione e porsi in dialogo con gli attori sociali, dalle imprese alle amministrazioni, alle scuole e alle diverse forme di rappresentanza civica e sociale.

  • La didattica necessita di un supporto costruttivo a tutte le componenti, a partire dagli studenti al personale docente fino al personale tecnico-amministrativo, e attraverso il coinvolgimento dei diversi attori dei territori. Sono altresì importanti l’apertura alle proposte e alle esigenze specifiche delle diverse aree culturali, la trasparenza nelle scelte strategiche e nelle politiche di sviluppo, la giustizia distributiva e l’equilibrio nella allocazione delle risorse.
  • È necessario che la didattica e il disegno complessivo dell’offerta formativa del nostro Ateneo si colleghino strettamente alla ricerca, per rendere partecipi delle scoperte più importanti e delle loro dirette applicazioni gli studenti e il mondo del lavoro. Le competenze del futuro possono emergere solo da uno stretto legame tra ricerca e didattica, attraverso un costante dialogo nazionale e internazionale con gli stakeholder.
  • La didattica deve raccordarsi strettamente con l’orientamento in quanto azioni strettamente collegate. L’orientamento va pensato nel suo insieme, come un sistema strutturato e interconnesso che accompagni tutto il percorso formativo degli studenti. L’orientamento deve saper svolgere un ruolo di ascolto dei giovani per valorizzare le singole aspirazioni e capacità, ma anche ambire ad avere un impatto sociale, di supporto alla comunità e ai territori.
  • La nostra Università si trova oggi di fronte a un bivio che riguarda il suo sviluppo, tra l’ampliamento della offerta formativa (aumentando il numero di corsi e di iscritti) e l’investimento di risorse per un rapporto docente-studente sempre più a misura dell’apprendimento. Per questo occorre individuare il giusto equilibrio tra questi poli, attraverso scelte chiare e una strategia che consenta di procedere gradualmente verso obiettivi condivisi e partecipati.
  • La politica dell’Ateneo sulla didattica deve rispondere alla formazione di competenze chiave per i nuovi profili professionali, che richiedono maggiore interdisciplinarietà. La flessibilità e la multidisciplinarietà del mondo del lavoro necessitano di una visione strategica di medio-lungo periodo. Il nostro Ateneo ha una posizione privilegiata grazie alle molte competenze disciplinari che i nostri 14 Dipartimenti e 2 Scuole e la Scuola di Dottorato esprimono, insieme ai molteplici percorsi di alta formazione. Le diverse scienze che i Dipartimenti di Bicocca rappresentano vanno pienamente valorizzate attraverso una sapiente opera di raccordo che consenta di offrire ai territori proposte didattiche capaci di prendere in carico i vari ambiti di sviluppo culturale e sociale.

Le proposte

  • La governance della didattica deve tendere al superamento di una gestione centralista e tecnocratica. Per questo occorre che i diversi attori (senato, pqa didattica, nucleo di valutazione) si coordinino e dialoghino maggiormente per dare più valore alle scelte formative, rispetto all’esclusivo soddisfacimento della normativa.
  • Occorre inoltre una sempre maggiore attenzione a tale ambito in modo da valorizzare l’impegno quotidiano profuso dai colleghi nella didattica. A tal fine è importante favorire la flessibilità dei dipartimenti nella definizione dei carichi didattici.
  • Infrastrutture: revisione degli applicativi software oggi utilizzati per la gestione degli spazi e degli orari (ad esempio lezioni, esami) per aumentare la flessibilità e l’efficienza dei processi; allestimento di aule differenziate per le diverse tipologie di didattica; ristrutturazione dei laboratori scientifici esistenti; aumento dei laboratori informatici e conseguente revisione della didattica.
  • Risorse economiche: revisione dei criteri di distribuzione del fondo potenziamento della didattica in un’ottica di trasparenza ed equità, tenendo conto della necessità di supportare l’offerta di politiche attive al servizio degli studenti anche con progetti di didattica inclusiva.
  • Formazione dei docenti: investire sulla professionalità nell’insegnamento per una migliore didattica disciplinare  – con quale metodo insegnare agli studenti i contenuti della propria disciplina – e come competenza trasversale – come progettare, attuare, comunicare, valutare il percorso di insegnamento. Favorire la mobilità internazionale per permettere un confronto e uno scambio di buone pratiche relative alla didattica in aula e alla formazione dei docenti.
  • La valutazione della didattica: ripensare alle forme e ai criteri della misurazione della qualità della didattica ponendosi in modo aperto e flessibile rispettando il dettato normativo. La valutazione va governata con equilibrio, trasparenza, consapevolezza delle molteplici variabili in gioco.
  • Orientamento: potenziamento dell’attività attraverso una miglior strutturazione e organicità e un disegno complessivo delle strategie dall’ingresso all’uscita, con l’uso di metodologie e strumenti all’avanguardia; sistematizzazione delle attività di orientamento svolte sul territorio.
  • Job-Placement: analisi dei fabbisogni di competenze e conoscenze richieste dal mercato del lavoro; identificazione di indicatori e modelli di analisi di supporto alle decisioni per la scelta e l’attuazione di politiche e servizi di orientamento professionale.
  • Consolidamento, prosecuzione e ampliamento di politiche già in atto tese alla  promozione di misure volte a superare stereotipi di genere nei percorsi formativi universitari attraverso iniziative di orientamento, di  sensibilizzazione, di mentoring.  
  • Nuovi corsi di laurea inter-disciplinari e/o percorsi professionalizzanti: valorizzazione delle sinergie tra le varie aree per offrire corsi di laurea inter-disciplinari pronti a cogliere le esigenze di un mercato del lavoro in sviluppo. In tal senso vanno inoltre valorizzati i rapporti con il territorio e con le imprese attraverso l’offerta di percorsi professionalizzanti.
  • Internazionalizzazione: Va ideato un piano sistematico e coordinato di azioni per l’internazionalizzazione, che definisca con chiarezza le priorità praticabili e investa risorse umane, economiche e di consulenza specifiche per realizzare le doppie lauree, un sistema coerente di offerta di pacchetti di corsi in inglese o altre lingue, anche raccordando insegnamenti di diversi Dipartimenti e Scuole.
  • Fiducia e Clima organizzativo: Le strategie di innovazione delineate sono possibili solo se riusciremo a (ri)creare un clima collaborativo e di fiducia reciproca tra docenti e personale tecnico- amministrativo anche su questi temi. Bisogna ricostruire il rapporto diretto tra docenti e amministrativi, indebolito e/o perso in seguito alla riorganizzazione. E’ necessario garantire anche al personale coinvolto nella didattica una adeguata premialità.
  • Collaborazione, oltre i pregiudizi: Occorre la costruzione di un gruppo interdisciplinare in ateneo che lavori su questi temi formando figure di sistema che operino per la qualità dell’intero ateneo e dei singoli dipartimenti, abbattendo le barriere culturali ancora oggi spesso esistenti tra le differenti aree.
  • Consolidamento, prosecuzione e ampliamento di politiche già in atto tese alla  promozione di misure volte a superare stereotipi di genere nei percorsi formativi universitari attraverso iniziative di orientamento, di  sensibilizzazione, di mentoring.