Le premesse

  • Il nostro Ateneo è stato investito da cambiamenti strutturali ed organizzativi nel corso dell’ultimo decennio. In seguito all’entrata in vigore della legge 240/2010 ha avuto luogo un processo di riorganizzazione strutturale che ha investito sia la didattica, con l’eliminazione delle facoltà, sia la ricerca, che ora è soggetta a monitoraggio e a valutazione. L’Ateneo ha ben interpretato questi cambiamenti e i dipartimenti hanno mostrato di saper sfruttare la valutazione della ricerca come un’occasione di crescita e sviluppo più che come un obbligo burocratico da adempiere.
  • Dal 2015 l’attuale governance ha impostato un processo di riorganizzazione della struttura amministrativa che ha avuto l’effetto di esasperare la centralizzazione, rendere più farraginose le procedure incrinando così il rapporto di proficua collaborazione tra i docenti ed il personale tecnico-amministrativo. Questo ha inoltre contribuito ad aumentare la sensazione dei docenti di essere distratti dalle loro tre missioni istituzionali e di dover impiegare un tempo crescente alla «quarta missione».

Contemporaneamente, il personale tecnico ed amministrativo si è sentito sempre meno valorizzato e meno coinvolto nel processo decisionale. Le criticità individuabili sono:

  • la mancanza di una chiara strategia nel disegno riorganizzativo, come è rilevabile ad esempio nei centri servizi che in alcuni casi accorpano più dipartimenti e in altri no;
  • una mancanza assoluta di condivisione del processo con le persone coinvolte;
  • una mancanza di riconoscimento delle professionalità individuali, come ha mostrato lo spostamento dei colleghi del PTA da un ruolo all’altro secondo un principio di pura rotazione che ha disatteso completamente le competenze acquisite in anni di lavoro;
  • la filosofia alla base della riorganizzazione ha reciso completamente il legame tra i docenti ed il personale tecnico amministrativo, che ora sembrano due organi contrapposti invece di essere l’uno il completamento dell’altro.

Le proposte

Rivedere il modello organizzativo ripensandolo con l’obiettivo fondamentale di garantire il benessere di tutti quelli che vivono e lavorano in Ateneo. La priorità infatti è di stabilire un nuovo patto tra personale docente e personale tecnico amministrativo che si basi sul rispetto reciproco e sul riconoscimento che solo lavorando gli uni accanto agli altri si possono raggiungere obiettivi ambiziosi a cui il nostro Ateneo può ambire.

In particolare si dovrà avere cura di:

  • ridisegnare gli strumenti e le modalità della nostra struttura organizzativa in modo che siano condivisi con il personale tecnico ed ammnistrativo e i suoi rappresentanti;
  • In primo luogo, l’Ateneo deve essere un luogo sicuro dove veniamo quotidianamente a lavorare. Per questo, la governance dell’Ateneo deveassumersi la responsabilità di redigere un progetto organico di revisione del Sistema Salute e Sicurezza in Ateneo. In secondo luogo, vanno varate iniziative specifiche per il benessere dei nostri dipendenti, docenti e personale PTA, quali ad esempio iscrizioni gratuite o a tariffazione ridotta ai nostri corsi universitari, accesso a prezzi ridotti alle colonie estive a cui siamo convenzionati, premi e borse di studio per i figli che frequentano le scuole superiori.
  • istituire un canale diretto tra il Rettore e il personale tecnico-amministrativo, prevedendo 1-2 giornate al mese riservate a questo scopo;
  • sviluppare nuovi strumenti flessibili, trasparenti, condivisi e noti ex-ante per la valorizzazione delle risorse interne su specifiche linee strategiche di ateneo;
  • strutturare una vera politica di welfare per tutti i colleghi di Ateneo;
  • valorizzare il rapporto tra personale docente e personale tecnico amministrativo: i dipartimenti devono essere dotati di figure di riferimento  stabili per le funzioni essenziali di supporto ai docenti (informatica, missioni, acquisti, organizzazione convegni e seminari);
  • ridurre al minimo le incombenze burocratiche a carico dei docenti e ricercatori.

Infine la numerosità, la lunghezza, la farraginosità dei regolamenti presenti nel nostro Ateneo merita una attenzione specifica. Oltre la normativa italiana, già di per sé onerosa, il nostro Ateneo ha dato prova di scegliere sempre la strada più stretta, di preferire criteri punitivi per chi non comprendesse appieno la norma piuttosto che la costruzione positiva di schemi di incentivi positivi. La politica di Ateneo su questo punto ha creato malcontento sensazione di diffusa frustrazione in ogni azione quotidiana che i colleghi tutti sono chiamati a svolgere. Proprio per questa ragione (come già evidenziato nella parte relativa alla governance) è mia intenzione nominare un prorettore alla semplificazione che garantisca a tutti noi, docenti, tecnici e amministrativi, la possibilità di svolgere il nostro lavoro quotidiano in un clima diverso da quello di controllo attuale, orientandolo alla fiducia e al rispetto reciproco. In questo senso è da leggere la revisione dei regolamenti e delle procedure ispirata al principio del superamento dell’idea della centralizzazione, del controllo e della rigidità attraverso una politica di:

  • semplificazione e riduzione nel numero di regolamenti;
  • flessibilità per area: ogni area ha le proprie specificità che l’attuale sistema centralistico non è in grado di riconoscere.