Politiche di reclutamento: la visione e le proposte

Un Ateneo sano deve essere in grado sia di motivare i propri docenti offrendo vere opportunità di carriera, sia di essere attrattivo di risorse valide provenienti dall’esterno. Solo riuscendo a raggiungere questo equilibrio, riusciremo a mantenere alti standard nella ricerca e nella didattica e a migliorare l’organizzazione interna.

La distribuzione delle risorse per il reclutamento non può in alcun modo prescindere dal riconoscimento del valore della ricerca svolta in Ateneo. Infatti solo dalla valorizzazione della buona ricerca derivano buona didattica e terza missione di qualità.

Un Ateneo costruisce la propria reputazione solo se è in grado di riconoscere e valorizzare la ricerca di frontiera. A maggior ragione è bene riflettere sul significato e sulla misurazione della qualità della ricerca in senso non meramente tecnocratico, ma in senso pieno e ricco di contenuti culturali e che rifletta l’articolazione multidisciplinare del nostro Ateneo.

Un Ateneo moderno inoltre deve interrogarsi sulle questioni delle differenze di genere sviluppando strategie adeguate per garantire pari opportunità nelle carriere professionali e per favorire il life balance delle madri lavoratrici e dei padri lavoratori, in un’ottica di valorizzazione delle risorse delle donne e degli uomini.

La ripartizione delle risorse all’interno dell’Ateneo è uno dei momenti più delicati che la governance debba affrontare conscia della responsabilità verso i colleghi.

La regola di distribuzione delle risorse deve essere comunicata ex-ante, deve essere scelta in maniera condivisa e deve rispettare i principi di trasparenza, avendo l’ambizione di coniugare il giusto riconoscimento del merito con il principio di equità.

Per il reclutamento dei docenti e dei ricercatori, occorre utilizzare tutte le opportunità offerte dalla legislazione attuale, ad esempio i fondi straordinari per gli rtdB e per gli upgrade ex. Articolo 24 legge Gelmini, per ridurre i costi a carico dell’Ateneo.

Per il reclutamento del PTA, l’utilizzo delle risorse disponibili deve basarsi sulla mappatura delle esigenze rilevate direttamente dall’ascolto del personale stesso oltre che dalle periodiche valutazioni effettuate dagli organi di ateneo, operando in modo trasparente e verificabile.

Politiche di welfare

Visione e proposte

L’offerta di opportunità di carriera e di sviluppo professionale non esaurisce i compiti cui l’Ateneo deve adempiere nei confronti dei propri dipendenti e della comunità. Viviamo tempi caratterizzati da una continua erosione delle risorse destinate al welfare pubblico, in un contesto in cui la diversità è vissuta come fonte di preoccupazione e di paure su cui si costruisce facile consenso. L’Università deve continuare ad essere un luogo aperto e plurale dove si sperimentano pratiche concrete di condivisione e di scambio attingendo ai più ampi livelli di professionalità. In quest’ottica intendo impostare le politiche di welfare dell’Ateneo.

Va sostenuto il progetto Bambini Bicocca, il primo spin off socio-culturale italiano che assumerà la gestione del nido e della scuola dell’infanzia, grazie ad un accordo di partenariato cui partecipano 7 cooperative sociali e un partner culturale.  Intendo poi espandere l’offerta di servizi di welfare aziendale, migliorando la qualità e il servizio delle mense e aumentando l’offerta di servizi in convenzione, attraverso l’ACS, per personale docente e tecnico-amministrativo. Queste politiche, insieme con quelle per la sostenibilità, saranno finalizzate a migliorare la qualità della vita di chi lavora nella nostra Università.

In primo luogo, l’Ateneo deve essere un luogo sicuro dove veniamo quotidianamente a lavorare. Per questo, la governance dell’Ateneo deve assumersi la responsabilità di redigere un progetto organico di revisione del Sistema Salute e Sicurezza in Ateneo. In secondo luogo, vanno varate iniziative specifiche per il benessere dei nostri dipendenti, docenti e personale PTA, quali ad esempio iscrizioni gratuite o a tariffazione ridotta ai nostri corsi universitari, accesso a prezzi ridotti alle colonie estive a cui siamo convenzionati, premi e borse di studio per i figli che frequentano le scuole superiori.