Un Ateneo moderno oggi deve rispondere ad una competizione nazionale ed internazionale su più dimensioni, dagli studenti in ingresso, al placement dei propri laureati, alla capacità di attirare fondi competitivi e commissionati. Il fattore chiave per realizzare politiche strategiche di successo è la reputazione. A tale scopo è bene riflettere sul significato e sulla misurazione della qualità in senso non meramente tecnocratico, ma in senso pieno e ricco di contenuti culturali.                                                                                                                        

Proprio per questo il cuore di questo programma è la valorizzazione della ricerca.

La ricerca infatti è intrinsecamente connessa con i vari livelli della didattica e della formazione, con il dottorato di ricerca, con le istituzioni e le industrie del territorio, con l’internazionalizzazione dell’Ateneo attraverso lo scambio di docenti e studenti allo scopo di sviluppare e consolidare collaborazioni scientifiche.

Il nostro Ateneo parte da basi solide sulla ricerca, con delle chiare punte di eccellenza sia a livello nazionale (si pensi a esempio ai dipartimenti cosiddetti di eccellenza) che a livello internazionale (per quanto riguarda Horizon 2020 sono stati finanziati 46 progetti per un totale di 18 milioni di Euro).

Occorre consolidare tali basi e investire ancora di più nella ricerca al fine di sviluppare a pieno le nostre potenzialità in tutte le aree.

Le proposte

  • Connettere e Valorizzare le persone. Seguendo le best practice internazionali, è necessario creare una mappatura delle competenze individuali dei colleghi.
  • Organizzare e strutturare la collaborazione tra Dipartimenti. L’obiettivo è quello di organizzare una rete interna di dipartimenti che interagiscano in modo strutturato nella ricerca e nelle domande di finanziamento, ad esempio valorizzando i centri interdipartimentali di servizi e apparecchiature.
  • Incentivare la presenza di colleghi negli organi di governance della ricerca Europea ed internazionale. Consolidare la presenza strutturata dell’Ateneo in bandi competitivi in partenariato con paesi in cui la ricerca è in sviluppo esponenziale ed è finanziata attivamente, quali Cina, Taiwan, Corea, India, Singapore.
  • Potenziare l’area della ricerca, investendo in un Technology Transfer Office ed in Grant Office che operino in modo proattivo, competitivo con logiche attente alla valorizzazione. In particolare, occorre implementare le attività di supporto alla brevettazione ed al trasferimento industriale e tecnologico di prodotti e servizi seguendo le best practices internazionali.

Puntare sulle naturali sinergie con le attività di terza missione incentivare le collaborazioni scientifiche su aree di ricerca e sviluppo.

Strutturare una rete di collaborazioni scientifiche con le altre università ed enti di ricerca dell’area milanese.

Sviluppare ancora maggiormente le attività di comunicazione scientifica, di disseminazione dei risultati di public engagement attraverso una comunicazione competente di qualità scientifica.

I Dottorati di Ricerca

La scuola di dottorato di Milano Bicocca comprende sedici dottorati, oltre 500 studenti e oltre 500 membri dei collegi docenti. In questi anni la Scuola si è mossa principalmente in quattro direzioni:

  1. valorizzare l’apporto della valutazione in modo da incrementare il FFO di Ateneo;
  2. strutturare una didattica trans-disciplinare di frontiera necessaria per lo sviluppo delle soft-skills;
  3. puntare sull’internazionalizzazione sia in termini di faculty members che di studenti;
  4. investire sul rapporto con il mondo delle imprese nazionale ed internazionale firmando 140 accordi in tre anni.

Le proposte

  • Valorizzare ancora di più i dottorati di ricerca come motore di sviluppo di linee di ricerca innovative, di attenzione alla didattica trans-disciplinare, di costruzione di rapporti con il territorio e le imprese. Questa valorizzazione deve passare attraverso una maggiore sinergia tra ricerca, internazionalizzazione e terza missione. I dottorati possono infatti rappresentare il punto di partenza per sviluppare relazioni solide con atenei e imprese di cui possa beneficiare tutto l’Ateneo.
  • Maggiore investimento in termini di formazione e premialità del PTA coinvolto.