Un Ateneo moderno deve oggi confrontarsi non solo con le sue tradizionali vocazioni ma raccogliere anche nuove sfide con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico della Società attraverso (i) l’applicazione di metodologie e tecniche in progetti di ricerca e consulenza commissionati da Enti Pubblici e aziende, (ii) lo sviluppo e la realizzazione di brevetti, (iii) lo sviluppo e la creazione di spin off che valorizzino la conoscenza e le competenze dei ricercatori nel contesto del mercato, (iv) l’attivazione di percorsi di formazione continua in stretto rapporto con le imprese private, il terzo settore e gli enti pubblici.

Terza missione: alcune criticità attuali

Lo stato attuale del nostro Ateneo mostra:

  • scarso livello di coinvolgimento dei dipartimenti e conseguentemente delle ricadute scientifiche  e dei proventi derivanti da ricerca commissionata, essenzialmente concentrati in pochi dipartimenti;
  • scarso coordinamento delle attività di formazione continua e di public engagement con il risultato di disperdere energie e ottenere risultati inferiori allo sforzo profuso;
  • non sufficiente coinvolgimento dei singoli docenti e del personale tecnico ed amministrativo nelle attività di terza missione;
  • regolamenti disincentivanti e contraddittori riguardanti le attività di terza missione sia per il PTA sia per il personale docente e ricercatore;
  • mancanza di un serio sistema di valutazione delle attività di terza missione (richiesto peraltro dall’Anvur) e conseguente sostanziale assenza di riconoscimento in termini incentivanti ai dipartimenti che ottengono buoni risultati in attività di terza missione;
  • mancanza di un sistema organizzativo adeguato ed efficace che supporti adeguatamente i dipartimenti nelle attività di terza missione.

Le proposte

  • Riproporre l’importanza della terza missione per l’Ateneo favorendo il coinvolgimento dei dipartimenti nella loro capacità di esprimere le ricadute della ricerca a livello sociale ed economico e di conseguenza promuovere una seria politica di Ateneo su questo obbiettivo;
  • Revisione e semplificazione dei regolamenti inerenti i rapporti tra l’università e i soggetti pubblici-privati per le attività di ricerca commissionata; introduzione di politiche incentivanti (premialità) per i dipartimenti e riconoscimenti economici per il personale (docenti, ricercatori, assegnisti, PTA), al fine di agevolare l’ attività della terza missione e renderla possibile, conveniente e motivante;
  • Rafforzamento delle strutture di coordinamento ed indirizzo tra docenti al fine di raccordare, organizzare e valorizzare le iniziative e le competenze presenti nei dipartimenti, ad esempio la costituzione di un Centro innovativo per la formazione degli insegnanti dei diversi ordini e gradi scolastici che sistematizzi e valorizzi l’attuale offerta d’Ateneo;
  • Rafforzamento e ampliamento delle piattaforme interdipartimentali per le grandi apparecchiature, raccordando le azioni in atto per la ricerca con quelle della terza missione e ampliando l’orizzonte per supportare le iniziative dei dipartimenti delle aree umanistiche, economico-statistiche e sociali;
  • Potenziare l’organizzazione e quindi le risorse (PTA) per le attività della terza missione al fine di creare i corretti presupposti tecnici e organizzativi per supportare adeguatamente lo sviluppo del rapporto dell’università con le imprese e gli enti pubblici a livello locale, nazionale e internazionale. In particolare favorire l’introduzione di risorse tecniche a supporto  della predisposizione dei progetti, alla loro gestione e conduzione.